Di tutto
farò una cosa sola
né grande né piccola.
Un fiocco colorato
troverò
carta color pastello
dipingerò
per custodire polvere,
pensieri,
retroattività.
Saprò trovare
gesti
lenti e dedicati
piegando, per linee rette,
fogli, arricciando
nastri, finalmente,
nastri buffi e disordinati,
finalmente,
non singhiozzi.
Ciò che prima
smisurati tormenti
procurava
adesso sta chiuso
nel palmo di una mano
ché tutto è destinato
a disfarsi, ordinatamente.
Tutto.
M’affascina adesso
solo e solamente
quella linea d’ombra
dove riposa, inconsapevole, il mio incanto.
Io ero tanto più sereno,
prima,
senza questa infinita dispersione.
Tanto più leggero.
Leggero ed inconsapevole.
Felice ed inconsapevole ed incosciente e vivo.
E’ la fuga da un paradiso
velenoso,
ch’io son sempre stato altro,
peggiore forse, ma compiuto,
ed altro voglio essere, al fine.
Questo  via andare,
precipitosamente
sia – sì sia –
a te, esclusivamente,
dedicato.
La misura del nostro punto
d’incontro – io credo –
è il margine
che tratteggia un delicato, fragile
orizzonte sospeso
tra l’ansia
del compiuto
e lo stupore
del possibile.

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