Che Venere s’inchini,
pur lucente, evocativa, lustra.
S’inchini, e con lei
luminosità, abbagli, tagli
di luce,
brillantezze,
capitolino.
Sfugga, quella stella,
sottraendosi,
alla sconfitta,
pietosa,
ritraendosi,
pudica,
taccia.
Non ho lettere
per riempire questo
vuoto, immenso sacrificio.
E m’affido, così
al sacrificio della luce.
Sia – la sua –
vergogna,
pudore,
rarefazione.
Abbia pietà del mio infinito,
infantile,
smarrimento.
Aspetti, dunque, questo cielo
d’autunno
a mietere vittorie
ché nuvole, pioggia e pianto
stanno serrate, in ordine,
ancora ferme,
testimoniando
la tua futura assenza,
essenza.
Assenza.
Essenza.
Vado a passeggio
incolume, se respiro
e respiro perché
genero distanza.
Dico “aspetto” , stasera
e penso:“muoio”.
Penso “muoio”, stasera
e dico: “altrove”.
Mese: febbraio 2016
C’è un sentiero che si forma a mano a mano che il terreno è sgombrato dall’importanza che davamo alle cose. (C. Gragnani)

Citare Borges
“Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita nella prossima cercherei di fare più errori, non cercherei di essere tanto perfetto, mi negherei di più, sarei meno serio di quanto sono stato, difatti prenderei pochissime cose sul serio. Sarei meno igienico, correrei più rischi, farei più viaggi, guarderei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei più fiumi, andrei in posti dove mai sono andato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali e meno immaginari. Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente e precisamente ogni minuto della sua vita; certo che ho avuto momenti di gioia ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti. Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita, solo di momenti, non ti perdere l’oggi. Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro, una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute; se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera e continuerei così fino alla fine dell’autunno. Farei più giri nella carrozzella, guarderei più albe e giocherei di più con i bambini, se avessi un’altra volta la vita davanti…. Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo”. Jorge Luis Borges