Un viaggio

Dovresti fare un viaggio dentro di me.
Dovresti fare un viaggio,laggiù in fondo, esattamente dove si depositano i miei intimi desideri e questo viaggio recherebbe, con alta probabilità, una gioia reciproca: la tua, tale quale quella di chi s’addentra nel nuovo mondo, addomesticandolo; la mia, tale quale quella di chi solleva un peso, scoprendo il gesto puro, leggero, gratificante.
Per questo, solo per questo, dovresti fare un viaggio dentro di me.
Sarà che mi stanco facilmente. Di tutto.
Sarà che m’attraggono certi colori sbagliati, certe insolenze impure, certi sussulti opachi.
Sarà che avrei molto da dire a proposito della innaturale spossatezza che si impossessa di chi s’adegua allo stato di fatto delle cose.
Sarà questo ed altro, in ordine rigorosamente sparso.
Mi consentirai un auspicio, coniugato al futuro.
Avrò, pura, la necessità di un tutore che s’ingegni a svolgere questo ingrato compito: bada, gioia mia, che nulla si sciupi, si decolori, si inaridisca, s’inquini,
Cura tu, seppure da lontano, questa possibile deriva, assecondandola.
Ho sentito dire che, in un solo momento, la disperazione genera pericolose assuefazioni.
Credimi.
Dovresti davvero fare un viaggio dentro di me.

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