Post Scriptum

IMG_1026Guarda che c’è un treno che parte che parte comunque prendilo è l’ultimo treno che parte poi li ritroverai tutti fermi ricoverati nelle stazioni odor di piombo e saranno immobili dubito che saranno treni forse forme forse archeologia industriale guarda che c’è un treno che se ne va e se non se ne va pensa di farlo e tanto basterebbe a regolare il respiro  c’è un treno che sembra lungo come un poema come un sedano come un cavo di alimentazione come un soldato disertore guarda che dico che scappa e scappa davvero trovati un riparo dalla pioggia che cade sempre quando il treno parte prima trovati un ricovero una pensilina un caffè caldo ora che  sei confusa nella gente che rincorre treni smetti di coniugare al futuro che non ha senso se non hai l’orario dei treni in mano di quale futuro parli è solo improvvisazione via via smettiamo davvero dimmi che fai tu adesso che fai tu io scrivo senza mettere punteggiatura mi accorgo che ha un senso liberatorio non voglio che il mio pensiero sia sezionato secondo logica o grammatica lo prenderai  così perfettamente indiviso e poi te lo dividerai come ti pare e farà abbastanza freddo mica ti abbandono solo preferisco lasciarti in fila ad una biglietteria della stazione se ancora non sai che treno prendere e preferisco rimanere solo perché devo scappare via sai a me piacciono tanto gli alberi dei viali pieni di luci che disegnano i profili e mi piacciono le porte ornate e mi piace questo gioco delle parti mi piace insomma farmi attore ma solo a Natale perché solo a Natale io ho pensieri ortodossi di colore verde rosso bianco e giuro che non è patriottismo di ritorno via basta così che ti confondo le idee però non è venuta male tutta senza punteggiatura ciò non toglie che qui si fanno le pulizie di Pasqua e parrebbe una boutade se non fosse che è vero soprattutto quando mi muovo secondo una linea insomma tradizionale tracciata sicura devo dire non è alta velocità Frecciarossa deve essere qualcosa che ha a che vedere con un regionale sobrio le fermate locali tipo che c’è un treno altrove che si ferma per l’esattezza ad ogni stazione dell’anima saluta poi se ne va lentamente e non torna non torna mi spiace di cuore mi spiace non ho anticorpi da donare me li sono bevuti tutti nemmeno una musica ci associo non mi pare acconcio o non ho voglia oppure non ho ispirazione insomma magari ci metti la tua  canzone d’amore preferita oppure Radiomerda è uguale questa volta questa volta non torna più stavolta con un certo orgoglio dico che ho scritto il mio primo e ultimo P.S..

“Sii dolce con me. 

Maneggiami con cura.

 Abbi la cautela dei cristalli

 con me e anche con te.

Quello che siamo 

è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei

e affettivo e fragile. La vita ha bisogno

 di un corpo per essere e tu sii dolce

 con ogni corpo. Tocca leggermente

, leggermente poggia il tuo piede 

e abbi cura 

di ogni meccanismo di volo

 di ogni guizzo e volteggio 

e maturazione e radice

 e scorrere d’acqua e scatto 

e becchettio e schiudersi o

svanire di foglie

 fino al fenomeno 

della fioritura,

 fino al pezzo di carne sulla tavola

 che è corpo mangiabile 

per il mio ardore d’essere qui.

 Ringraziamo. Ogni tanto.

 Sia placido questo nostro esserci -

questo essere corpi scelti – 

per l’incastro dei compagni

 d’amore”.

Mariangela Gualtieri