E’ TARDI

E’ tardi, è molto tardi.

E’ bene che si vada.

Vieni, dammi la mano; 
rifacciamo la strada.

La tua casa è lontano. 
Perchè taci e ti guardi la punta delle dita?

Piccola tu, mia vita, 
vieni, fa tardi.

Le nubi si son raccolte 
tutte su Monte Mario

chiudendo l’ali grigie.

Tu piangi e non sai perchè piangi.

S’accendono i lumi; 
tu vorresti dirmi qualcosa 
e mi accarezzi le mani 
e i tuoi occhi

luccicano 
tra le lacrime.

Vieni, dammi la mano; 
è bene che rincasiamo.

Non dirmi nulla: io so bene 
perchè tu piangi.

Andiamo, mia piccola, vieni.

Tu piangi perchè fa sera.

Nino Oxilia

AMICO MIO CARISSIMO

Amico mio carissimo, bisogna ritrovare la  Citroen Mehari, quella verde i cui 100.000 km festeggiammo col Dom Perignon nella piazzola dell’autostrada. Saremo in quattro, come sempre, con le bottiglie di Jack Daniel’s nel bagagliaio, le fiches in tasca (tu che ci volevi pagare il giornale, sostenendo che era una cessione del credito…), quella strada verso la Grotta del Vento, e gli stivali ingrassati, e la celtica (mia) ed il Manifesto del giorno prima (tuo), e Hemingway, Borges, la punizione di Antognoni all’Olimpico, i capelli biondi di Carolina. Poi qualcos’altro che mi verrà in mente.
Se, poi, mi fa ancora male dentro, tanto come adesso, allora promettimi che andiamo al mare.

RIVA2