Pedalando

“Pedalo da sempre. Lungo i rettilinei e le curve, che dall’infanzia portano ad una età considerata adulta, con una piccola bicicletta in testa che non smette di farmi girare in tondo, su questa terra tonda, come se la vocazione principale della bicicletta fosse smussare gli angoli del mondo… Il mio percorso ciclistico è una linea della vita su una macchina del tempo che viaggia a ritroso. Più pedalò più ricordo. È uno degli incantesimi della bicicletta quello di riportarmi indietro, mentre pedalo…”.

 Éric Fottorino, Piccolo elogio della bicicletta. 

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Esiste un prologo, in ogni accadimento.

Ho imparato che esiste un prologo nelle cose d’amore, una annunciazione, un riflesso intuito, una cosa buona.

Poi esiste un prologo nel decadimento dei sentimenti, corre su di una parallela asettica, conformistica, anestetizzante e, per finire, scema nei simboli concitati, nella asserzione, nei timbri a secco.

Infine esiste un prologo che è, al tempo stesso, annunciazione e sofferenza, allineamento con le cose della vita e pianto vero. Ha qualcosa a che fare con una certa spossatezza, che ognuno di noi riconduce alla primavera; poi scopri che sei l’unico ad avere frainteso una fioritura con una metastasi.

Dunque esiste un prologo, che prepara ad una corsa dove si allineano teorie e intenzioni, regole e scatti in avanti e si manifesta attraverso un perfettibile riferimento a concetti per iniziati: il metro, che è auspicio in potenza e misura ingenerosa in atto; il gruppo, che è una regola di azione e non un convincimento; la solitudine, che è il dono di ogni salita sofferta; il cuore, che scandisce l’ascensione, l’amicizia, che la certifica, secondo una differenza palesemente ostentata.

Esiste, anche, una grammatica, in questo antefatto: si tratta di essere ruvidi, al limite del non commestibile. Si tratta di essere inverosimili, quanto la verità addomesticata odora di mezze misure e compiacimenti. Si tratta di essere poco comprensibili, quanto è vero che pochi sanno che la misura della parola non è la cognizione ma il suono, specie quando pensi, riassetti, contempli, definisci, pedalando in un giorno di sole, abbracciando un amico o teorizzando un amore.